E’ di pochi
giorni fa l’elezione del Presidente della Repubblica.
Ancora una volta ho notato un generale e diffuso convincimento secondo
cui il M5S, visto il suo scarso impatto sull'elezione del Capo dello Stato, si sarebbe ulteriormente condannato all’irrilevanza politica per errore politico,
per incapacità dei suoi capi e rappresentanti in Parlamento.
Niente di
più ingenuo. Proviamo a rendere più chiaro il concetto.
Prima però è
utile dare un’occhiata al grafico relativo agli andamenti storici dei partiti
politici, in termini di consensi (risultati elettorali e sondaggi), raggruppati per coalizione. Vediamo cosa è successo e quando.
Fonte: termometropolitico.it
Come tutti
sanno e come si vede, da quando a fine marzo 2013 il M5S si è rifiutato di appoggiare l’ipotetico
governo Bersani, non solo ha smesso di crescere ma ha imboccato una discesa
piuttosto ripida, durata fino a luglio 2013, dalla quale non si è ancora completamento
ripreso. A gennaio 2015 infatti il M5S si è attestato a poco meno del 20%.
Restando ai
numeri del grafico, il picco nei consensi del M5S è stato registrato a quota 29,35%,
poco dopo le elezioni del 2013, solo dieci giorni prima della celebre diretta
streaming, lo spettacolo più squallido che io abbia mai visto e che ha sancito il repentino ridimensionamento dei grillini. Infatti, grazie
al capolavoro trash realizzato in quell’occasione dai paggetti d’occasione (che Dio li protegga porelli), opportunamente guidati dall’alto (ma non era dal
basso?) e, dobbiamo dirlo, grazie all'incredibile accanimento dei
media nel dispiegare il frame del M5S irresponsabile, il
partito del buffone genovese, calò a picco fino a quota 17,04%, l’equivalente
di un meno 12,31% in soli 4 mesi. Si è trattato di un fenomeno di enorme rilevanza
politica che merita di essere evidenziato in questa occasione.
Non solo.
Se guardiamo
le spezzate relative alla coalizione di centrosinistra e al M5S, osserviamo un
clamoroso effetto di rimbalzo, a
specchio (riflesso). Il Csx, spezzata rossa, che stava scendendo (meno 10% dal dicembre 2012),
da quel momento comincia a recuperare, mentre il M5S, spezzata viola, fa esattamente il contrario, in
modo speculare. E’ indubbio che si è trattato di un gioco di prestigio, carta
vince carta perde, tendenze invertite, il banco vince...
Ma siamo
proprio sicuri che un partito che è stato capace di accumulare ad una
velocità inaudita un consenso enorme (dal 4% al quasi 30%) in soli tre mesi, e
ci sarebbe da interrogarsi sulle vere ragioni del fenomeno, sia stato poi talmente incapace e sprovveduto da perdere,
per errore politico e non per volontà implicita, quasi la metà di
quanto era riuscito ad accumulare nel giro di qualche mese?
(O vogliamo
forse credere che sia stato merito di Bersani? Sì certo e io sono Napoleone)
A mio
giudizio la risposta è no. Ho troppa stima per l'intelligenza dei veri pupari che operano dietro
al M5S, che naturalmente non sono né il buffone genovese né il temibilissimo telespalla.
Risulta invece da questi fatti e comportamenti che il M5S abbia avuto (e ha) il preciso compito di racchiudere il dissenso maturato in
seno alla società italiana, in un contenitore sterile e innocuo. Ma se il dissenso è troppo (se sfiora quota 30%), il pericolo è che la valvola di sfogo progettata ad arte non regga all'urto e che il contenitore esploda smettendo di svolgere l'altro compito che gli era stato affidato: non disturbare il manovratore.
Gli italiani avrebbero potuto e dovuto avere
la possibilità di scegliere una proposta politica in grado di rivoluzionare il
sistema politico ed economico italiano, sempre più asservito ai dettami delle elite
finanziarie nazionali e internazionali. E invece no. Ci voleva un buffone, opportunamente guidato e finanziato, a sedare ogni possibilità residua di
riscatto popolare e a spianare la strada al partito democratico. E' un fatto che da quando il partito delle stellette è entrato in gioco, il partito democratico, leader assoluto
del centrosinistra, ha fatto tutto quello che voleva, di più e meglio di prima, raccogliendo consensi e proseguendo il cammino verso la definitiva trasformazione in senso antidemocratico e classista del nostro Paese. Da un certo punto di vista quindi al M5S vanno attribuiti meriti in senso tecnico, meriti che naturalmente disprezzo sul piano morale e politico. Non si tratta di errori.
Il fenomeno si è fatto notare anche in occasione della votazione del Presidente Mattarella, fortemente voluto dal Pd, nel corso della quale molti commentatori hanno evidenziato le incapacità politiche dei cinquestelle, tenuti ampiamente fuori dai giochi. Si parla ancora di errori e a me pareva fosse il caso di proporre il mio umile tentativo di chiarimento.
Vedremo nei prossimi tempi,
quale sarà l’effetto, questa volta, sui consensi del gatekeeper più simpatico (ma
anche no) d’Italia.