
"A grillì,
magna e zitta!"
Ecco,
stanotte vorrei fare questo sogno: un’anziana signora che, all’uscita di
Montecitorio, preferibilmente in romanaccio, gridi forte “A grillì, magna e
zitta!”, con l'amabile riverbero, ad una parlamentare. Ma non ad una parlamentare qualsiasi, proprio ad
una in particolare. Poi, un flashback sulle telecamere che inquadrano la porella
che per rifarsi una verginità prova inutilmente a socializzare le perdite col futuro. Lei
non mi piace, di molto (ho studiato toscano all’università). E' insicura,
nonostante i merletti e le carezze della mamma. Ma tutti quei soldi l’hanno
fatta sentire d’improvviso una persona realizzata, affermata, anche se la
sostanza non c’è e lei lo sa. Dopo anni di precariato, mica è stupida, lo
capisco pure. Anzi, quasi quasi mi fa piacere, pora fija.
Poi però penso ai padri di famiglia come me, che si
spaccano il fegato e alle volte cedono al baratro, che è sempre tutto intorno a
noi, penso alle facce imbruttite e lugubri delle anime che incrocio per strada
e nella vita di Matera, mia madre adottiva. Mi è rimasta solo lei. E mi capita
di sbroccare, nel sogno che vorrei fare. Ma la signora mi diventa Sora Lella e
sento d'un tratto che il bene prevarrà sul male e che tutti vivranno felici e contenti.
E poi, Lei mi sveglia e son desto.
Tesoro, ho fatto un brutto sogno. Anzi ho sognato una
cosa brutta, cioè una brutta cosa. Ma poi finiva bene, mi pare di ricordare...
Prepari tu il caffè, questa volta?