Trasparenza in versione “daje a ride”
anche per le “quirinarie” del movimento 5 stelle, le votazioni online del candidato
da proporre per l’elezione del Presidente della Repubblica, che si stanno
svolgendo in queste ore.
La questione, diciamolo subito, non mi infervora più
come una volta, quando facevo anch’io parte dell’allegra armata delle anime
belle che volevano cambiare il movimento dall’interno, che poi significava
riportarlo alle intenzioni originarie: costruire un movimento popolare che si
organizza e decide in rete democraticamente.
E neanche mi interessa più di
tanto parlare di cose altrettanto scontate come l’assenza di democrazia
interna, che è argomento strettamente collegato. Il motivo è che ne parlai tempo fa in una nota che pubblicai su un
forum riservato agli attivisti della mia città. Correva l’anno 2011, un anno
prima ero stato candidato a sindaco di Matera. Rispetto ai numeri che allora
giravano al sud, il risultato non fu affatto cosa malvagia, anche sul piano
personale. Ma da quella esperienza ne uscii sentendo più forte l’esigenza di
comprendere meglio, al di là delle proposte amministrative, quale fosse la
reale proposta politica su cui quel movimento si fondava. Così scrissi ai miei
compagni di avventura e un simpatico valletto, particolarmente rampante, di cui
mi sfugge il nome, si affrettò a mettere in evidenza le mie critiche agli occhi
del presunto capo: il buffone genovese e i suoi sodali. Naturalmente, a parte
una parentesi in cui volli farmi illudere per l’ultima volta (fui contattato
telefonicamente da Telespalla), da allora non smisi di criticare duramente e
prendere le distanze da quello che poi si sarebbe rivelato il partito meno
democratico in assoluto del nostro Paese, proprio perché ostenta un Dna democratico
che semplicemente non ha mai avuto. Fanno ridere le critiche dei parlamentari
che si lamentano solo oggi ed escono dal M5S. Allora chiunque,
con QI minimo, avrebbe potuto accorgersi che qualcosa di molto evidente non
tornava tra le promesse fatte e le cose realizzate. Bravi, comunque.
Tornando alla trasparenza
delle votazioni online, mi stupisce che ancora oggi ci sia ancora qualcuno che
dia uno straccio di credibilità ad una votazione che di trasparente non ha
nulla. Non penso abbiate bisogno che vi spieghi a cosa serva l’assenza di trasparenza
e dunque la possibilità di manipolare i risultati, ad un “movimento” filo liberista,
costruito per arginare, organizzare e deviare il dissenso nel nostro Paese
verso un binario morto, verso questioni secondarie se non dichiaratamente
anti-popolari. Un pensiero affettuoso, lo stesso affetto che provo ancora per tutti
i cani che ho avuto nella mia vita, lo dedico a coloro che, poverini, oggi
voteranno convinti che la loro opinione conti qualcosa in quel progetto reazionario,
guidato da un buffone e finanziato da chissà chi (sì certo le sottoscrizioni,
gli ufo, i cerchi nel grano...so tutto), che ha impestato la vita politica del
nostro Paese. I tanti furbi, quelli che sanno e sfruttano la situazione sulle
spalle degli italiani morti impiccati, saranno ricompensati dal tempo.
Per la vignetta si ringrazia Angelo Giordano