Dopo i lunghi post dei giorni
scorsi, per i quali devo ringraziare il Prof. Alberto Bagnai per aver fornito negli ultimi anni dati e idee critiche attraverso il suo blog goofynomics e nei libri "Il Tramonto dell'Euro" e il più recente "L'Italia può farcela", oggi vorrei raccontare una favola breve, alla luce della vittoria di Tsipras
alle elezioni greche di ieri.
Mi perdonerete se non sono Esopo. A buon intenditor, comunque, poche parole.
C’era volta un gioco truccato, anzi
due. E c’era un gruppo di giocatori spregiudicati che al primo gioco perse tanti
denari. I padroni del primo gioco, che erano organizzati e forti, pretesero di
essere pagati subito dai giocatori i quali, in realtà, avevano un banco
truccato pure loro, per cui decisero di recuperare i crediti che intanto avevano maturato verso altri giocatori, per ripagare le perdite del primo gioco, anziché protestare. I giocatori che parteciparono
al secondo gioco stavano infatti perdendo tantissimo e non era chiaro se avrebbero potuto
onorare le scommesse. Le fiches le avevano prese in prestito dal banco stesso, che peraltro le prestava dissennatamente. Passò
del tempo e i padroni del secondo gioco riuscirono con la forza a portar via ai
giocatori quasi tutto quello che avevano e che, a loro insindacabile giudizio, gli era comunque dovuto. A quel punto, ripagati quasi
interamente dei loro crediti, proposero agli stessi giocatori di rifarsi, giocando un'altra partita.
I giocatori si riunirono, discussero e infine votarono, giulivi, di accettare la proposta ricevuta, guidati
dallo slogan - Più Gioco! - di un tizio che li aizzava da un palco. Il finale è a sorpresa (ma anche no).