26 gennaio 2015

LA FAVOLA DEL BANCO TRUCCATO


Dopo i lunghi post dei giorni scorsi, per i quali devo ringraziare il Prof. Alberto Bagnai per aver fornito negli ultimi anni dati e idee critiche attraverso il suo blog goofynomics e nei libri "Il Tramonto dell'Euro" e il più recente "L'Italia può farcela", oggi vorrei raccontare una favola breve, alla luce della vittoria di Tsipras alle elezioni greche di ieri.

Mi perdonerete se non sono Esopo. A buon intenditor, comunque, poche parole. 

C’era volta un gioco truccato, anzi due. E c’era un gruppo di giocatori spregiudicati che al primo gioco perse tanti denari. I padroni del primo gioco, che erano organizzati e forti, pretesero di essere pagati subito dai giocatori i quali, in realtà, avevano un banco truccato pure loro, per cui decisero di recuperare i crediti che intanto avevano maturato verso altri giocatori, per ripagare le perdite del primo gioco, anziché protestare. I giocatori che parteciparono al secondo gioco stavano infatti perdendo tantissimo e non era chiaro se avrebbero potuto onorare le scommesse. Le fiches le avevano prese in prestito dal banco stesso, che peraltro le prestava dissennatamente. Passò del tempo e i padroni del secondo gioco riuscirono con la forza a portar via ai giocatori quasi tutto quello che avevano e che, a loro insindacabile giudizio, gli era comunque dovuto. A quel punto, ripagati quasi interamente dei loro crediti, proposero agli stessi giocatori di rifarsi, giocando un'altra partita. I giocatori si riunirono, discussero e infine votarono, giulivi, di accettare la proposta ricevuta, guidati dallo slogan - Più Gioco! - di un tizio che li aizzava da un palco. Il finale è a sorpresa (ma anche no).